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Neuromarketing

neuromarketing

Una parola che sta destando notevole interesse sia in ambito accademico che aziendale.

Una nuova urgenza, quella di conoscere i meccanismi che regolano il cervello umano per veicolare messaggi incisivi, sempre più su misura: anche il marketing si evolve e lo fa abbracciando tecniche e metodologie delle neuroscienze.

Sai cos’è il neuromarketing?
Ti incuriosisce?
Vuoi approfondimenti?

Troverai le risposte a queste domande nell’articolo che ho scritto questo mese per il blog di economia comportametale  della sezione di Economia Comportamentale e Neuroeconomia del dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Ti propongo un breve viaggio tra le origini, la ragion d’essere e le tecnologie volte a misurare le attività fisiologiche di cui il neuromarketing si avvale e ovviamente non mancheranno le riflessioni critiche a riguardo.

Se sei interessato/a, non mi resta che augurarti una buona lettura 😃

Clicca QUI per leggere l’articolo

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Blind test: lo Stradivari battuto dal violino moderno

violino

I gusti sono gusti o comunicazione?

Sono passati quarant’anni dal celebre PepsiExperiment che dimostrò come, in seguito ad un blind tasting, più della metà degli intervistati preferissero la Pepsi alla Coca Cola, sebbene le quote di mercato non rispecchiassero questa preferenza.

Nel 2004 ReadMontague, neuroscienziato statunitense, replicò l’esperimento con l’ausilio di tecniche di imaging, nello specifico risonanza magnetica funzionale, dimostrando la differenza di attivazione delle aree cerebrali tra gli intervistati a cui veniva rivelato la marca della bevanda (che affermavano di preferire la Coca Cola) e quelli che invece eseguivano l’assaggio senza avere informazioni (che invece preferivano la Pepsi). Questo pionieristico esperimento di neuromarketing dimostrò come il gusto non è gusto, bensì comunicazione, narrazione, #sensazioni e sentimenti.

Ma cosa avviene se confrontiamo il suono di tre violini moderni contro tre Stradivari, di fronte a una platea bendata?

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera o scarica il Paper originale sul sito del PNAS.