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Il bias che ostacola la creatività: perché le persone desiderano ma faticano ad accettare idee creative?

creativity

Spesso le persone in generale e soprattutto membri di organizzazioni e accademici respingono idee creative nonostante siano essi stessi a promuoverne e a sottolinearne l’importanza.

Perché ciò avviene?

Una possibile risposta ci viene data da uno studio della Cornell University del 2011 che ha analizzato uno dei maggiori fattori scatenanti del cosidetto “bias della creatività”: l’incertezza.

L’incertezza è una condizione poco piacevole relativa a una conoscenza limitata.  Essa rappresenta l’habitat naturale, l’ingrediente fondamentale della vita umana, “sebbene la speranza di sfuggire a essa per raggiungere uno stato di felicità sia anche il motore stesso delle attività umane” (Bauman, Z. 2008).
La creatività sfida il nostro modo di pensare abituale, ci spinge al di là della nostra comfort zone ed è per questo che la maggior parte delle persone, anche se in maniera poco esplicita, tende ad evitarla o a ridurla il più possibile.
Tutto ciò non deve sorprenderci.

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Il Nudge, una spinta gentile che aiuta a vivere meglio

Oggi vi propongo un articolo pubblicato sul blog del dottorato in Business and Behavioural Sciences e scritto dalla mia collega Serena Iacobucci, su uno dei temi più attuali e affascinanti della behavioral economics, ovvero il nudging.

Che cos’è il nudging?

Partendo da un’analisi etimologica, “to nudge”, in inglese, è un verbo che sta a indicare il dare una piccola, leggera e gentile spinta. La celeberrima immagine, e probabilmente la più dolce e rappresentativa che ci aiuta a riassumere questo concetto, è quella dell’animale adulto che dà una piccola spinta al suo cucciolo per aiutarlo a superare un ostacolo o a buttarsi in un’esperienza che lo spaventa.

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Blind test: lo Stradivari battuto dal violino moderno

violino

I gusti sono gusti o comunicazione?

Sono passati quarant’anni dal celebre PepsiExperiment che dimostrò come, in seguito ad un blind tasting, più della metà degli intervistati preferissero la Pepsi alla Coca Cola, sebbene le quote di mercato non rispecchiassero questa preferenza.

Nel 2004 ReadMontague, neuroscienziato statunitense, replicò l’esperimento con l’ausilio di tecniche di imaging, nello specifico risonanza magnetica funzionale, dimostrando la differenza di attivazione delle aree cerebrali tra gli intervistati a cui veniva rivelato la marca della bevanda (che affermavano di preferire la Coca Cola) e quelli che invece eseguivano l’assaggio senza avere informazioni (che invece preferivano la Pepsi). Questo pionieristico esperimento di neuromarketing dimostrò come il gusto non è gusto, bensì comunicazione, narrazione, #sensazioni e sentimenti.

Ma cosa avviene se confrontiamo il suono di tre violini moderni contro tre Stradivari, di fronte a una platea bendata?

Leggi l’articolo sul Corriere della Sera o scarica il Paper originale sul sito del PNAS.

 

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PhD in Business and Behavioral Sciences

Itab Chieti

Con questa bella giornata di sole sul Campus di Chieti vi do il benvenuto al  PhD in Business and Behavioral Sciences!
logo BBS

Il dottorato unisce due settori di ricerca (descrittori ERC):

  • “Individui, istituzioni e mercati“
  • “La mente umana e la sua complessità”

La Facoltà mira a formare gli studenti per proseguire la propria carriera sia nell’ambito della ricerca e che dell’insegnamento.
Alcune delle aree di ricerca, sia empirica che teorica:

Mercati finanziari, prezzi dei beni, finanza internazionale
Settore bancario, finanza d’impresa, contabilità
Scelte dei consumatori, economia comportamentale
Studi organizzativi, strategie
Gestione delle risorse umane
Evoluzione della mente e delle funzioni cognitive
Sviluppo del ciclo di vita umano
Psicologia cognitiva e sperimentale
Uso del linguaggio
Etica e morale

Seguiteci sul sito che ho realizzato con enorme piacere per il dottorato e ovviamente sui vostri social preferiti per iscrivervi alla newsletter ed essere sempre aggiornati su seminari ed eventi.

http://www.bbs.unich.it/

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Twitter  https://twitter.com/PhD_BBS
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ok quest’ultimo proprio proprio tra i vostri preferiti non è ma noi vogliamo bene a Google ❤

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1st European Capital Markets Workshop

The first “European Capital Markets Workshop” @Chieti

Gli autori sono invitati a presentare i propri lavori “work-in-progress” relativi a diverse aree nel campo della finanza, con particolare attenzione per la microstruttura dei mercati, per la corporate finance e la finanza comportamentale.

Info sul Centro di Ricerca 👉 www.ecmcrc.org
Per maggiori informazioni sull’evento: emonaco@ecmcrc.org

ECMCRC Workshop Chieti

July 5th-6th, 2017, Chieti, Italy

Organized by: European Capital Markets Cooperative Research Centre (ECMCRC) and University of Chieti-Pescara.

Workshop Organizers:
Prof. Alex Frino, Scientific Director of ECMCRC and University of Wollongong.
Prof. Riccardo Palumbo, ECMCRC and University of Chieti;

The ECMCRC and the University of Chieti-Pescara are pleased to announce the 1st European Capital Markets Workshop which will be hosted by the European Capital Markets Cooperative Research Centre and will take place in Chieti (Italy) on the 6th July 2017.

Submissions are invited in all areas of Finance, with emphasis on Market Microstructure, Corporate Finance, and Behavioral Finance.

Paper submission procedure:
The submission deadline is 1st June 2017. There is no submission fee.
Papers should be submitted as pdf files to: workshop@ecmcrc.org. Decisions on accepted papers for the workshop will be communicated to authors by 15th June 2017.

Registration and fees:
The registration fee is 180 euro. It includes: the “Italian Aperitivo and Welcome Dinner” on the 5th July, lunch, coffee breaks, and admission to all scientific sessions on 6th July, all conference materials and administration costs.

Information on registration for the event and program will be published in few weeks on the ECMCRC website homepage: www.ecmcrc.org.

For further questions regarding the workshop, please do not hesitate to contact:
Dr. Eleonora Monaco, emonaco@ecmcrc.org.

 

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User experience e usabilità

usabilità-sito-web

La causa del rapporto a volte difficoltoso tra l’uomo e gli oggetti non è da imputarsi ad una incapacità dell’utilizzatore, ma ad una progettazione poco coerente con il funzionamento della mente umana.

Un aiuto per risolvere questo problema è stato offerto negli ultimi decenni da una nuova dimensione della progettazione che mette al centro le caratteristiche e i bisogni degli utenti, focalizzandosi sul loro contesto d’uso: lo User Experience design. Continua a leggere User experience e usabilità

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L’anno del trionfo sui pensieri negativi

la mente negativa

Vi propongo la mia traduzione di un articolo molto interessante scritto da Lesley Aldermanjan il 3 gennaio 2017 per il New York Times, che offre, attraverso le sue riflessioni, spunti interessanti per affrontare meglio il nuovo anno o quanto meno per provarci.

Potete trovare la versione originale in inglese al seguente link
https://goo.gl/b0XR0G

 

Ecco la sfida del nuovo anno per la nostra mente: far si che quest’anno tutti quei pensieri negativi vorticosi che turbinano nel nostro cervello si acquietino. Continua a leggere L’anno del trionfo sui pensieri negativi

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Le fiere, un’opportunità anche in tempi di crisi

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Le fiere costituiscono il più antico strumento promozionale.
La prima esibizione fieristica ufficiale risale infatti al Medioevo, quando nel 1240 le città di Francoforte e Lipsia ottennero una licenza imperiale per celebrare annualmente un incontro commerciale.
Da 750 anni rappresentano un mezzo importantissimo per la promozione commerciale e il reperimento di rilevanti informazioni e contatti utili al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Negli ultimi anni tuttavia, il successo e la popolarità delle fiere nei circuiti aziendali sta perdendo terreno a causa dell’avvento delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi strumenti di ricerca offerti dal web.

La causa dell’insuccesso di una fiera molto spesso non è però da imputare all’evento in sé, ma ad una cattiva organizzazione e gestione in loco, da una partecipazione troppo passiva o, nei peggiori dei casi da un totale disallineamento tra l’offerta fieristica e le strategie aziendali, che, detto in parole povere, si traduce con una scelta poco accurata della giusta fiera a cui partecipare.
Dopotutto non sono così lontani gli anni in cui molti (troppi) imprenditori, prendendo ad esempio le piccole imprese italiane, decidevano di partecipare ad una fiera non tanto per un sincero interesse commerciale quanto personale (visitare alcuni luoghi piuttosto che altri).  Continua a leggere Le fiere, un’opportunità anche in tempi di crisi

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Duemiladiciassette

2017

Un saluto al vecchio e un benvenuto al nuovo.

Promemoria:
Poniamo nuove e fertili basi al nostro sentire, lasciamo emergere in noi l’amorevolezza, la compassione, il perdono e tutte le meravigliose qualità positive che contraddistinguono il genere umano.

Vi auguro un anno di inizi, di coraggio e di illuminanti scoperte!

babbo natale

 

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Incoterms 2010, cosa sono e a che servono?

Immagine Incoterms2010

Gli Incoterms, abbreviazione di “INternational COmmercial TERMS”, sono una raccolta, elaborata dalla Camera di Commercio Internazionale di Parigi, degli usi (accordi) sulla vendita, o meglio la consegna internazionale dei beni. L’impiego degli Incoterms non ha carattere obbligatorio nel diritto commerciale sovranazionale, per praticità, sono comunque utilizzati nei contratti di compravendita per riferirsi agli obblighi e adempimenti (termini di resa) rispettivamente a carico del venditore e compratore.  Continua a leggere Incoterms 2010, cosa sono e a che servono?