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Il microcopyTempo di lettura stimato: 6 min

microcopy

Microcopy” è un termine piuttosto recente, coniato da Joshua Porter nel 2009, che si riferisce alle lettere, alle parole, alle frasi presenti in un prodotto, in un software o su un sito web che aiutano, guidano e forniscono feedback agli utenti. Si tratta di una componente importante per una efficace user experience, scopriremo nelle prossime righe il perché.

Il microcopy è la testimonianza di come piccoli elementi del copy abbiano in realtà un enorme impatto sulla user experience.

“Non lasciarti ingannare dalle dimensioni del microcopy. La sua forza può migliorare notevolmente oppure distruggere un’interfaccia. ”  Joshua Porter

Perché il microcopy è così importante?

Innanzitutto il microcopy allevia le preoccupazioni dell’utente, rassicurandolo. Fornisce messaggi di errore utili attraverso un linguaggio non ambiguo, aiutando in generale a fornire un contesto alle azioni dell’utente.
Considerando il lato dell’offerta, il microcopy può venire in aiuto dei responsabili di marketing nel prendere decisioni più efficaci in termini di costi/conversioni ponendo l’attenzione su piccoli dettagli, piuttosto che su grandi elementi del sito web che richiederebbero una “manutenzione” a costi sicuramente più elevati.

C’è qualche disaccordo su ciò che rientra pienamente nella definizione concettuale di microcopy, se questa comprenda in particolare voci del menu, etichette e messaggi di errore. L’autorevole Nielsen Norman Group, ad esempio li esclude dalla definizione di microcopy e li racchiude invece all’interno del termine “microcontenuto“.
Altri, tuttavia, non fanno questa distinzione, ma, indipendentemente dal focus della loro definizione, la maggior parte dei professionisti concorda sul ruolo del microcopy: affrontare le preoccupazioni degli utenti nel modo più contestuale possibile, con l’obiettivo di ridurre lo sforzo, creare fiducia, incoraggiare l’azione e favorire le relazioni.

Per chiarirci un po’ le idee passiamo a qualche esempio pratico di microcopy. Nell’ esempio in basso è Twitter a fare scuola.
Appena viene inserito l’indirizzo email, anche prima di premere “Iscriviti”, Twitter spiega già che l’indirizzo mail è già stato registrato. Tuttavia, Twitter non si ferma solamente a comunicare un errore, ma fornisce indicazioni su come correggere il problema. Invita anche a considerare la possibilità che un utente possa aver erroneamente utilizzato il modulo di registrazione per accedere o che abbia  dimenticato di avere già un account e invita dunque a recuperarne la password. Una chiara testimonianza questa, di come l’app riesca a mettersi nei panni dell’utente, ad anticiparne le perplessità e quindi le possibili soluzioni al suo problema.

microcopy_1

Ecco un altro esempio di come Twitter gestisca bene il microcopy nel fornire soluzioni chiare per la soluzione di un problema.

microcopy_twitter

Altri esempi virtuosi arrivano questa volta da Mailchimp, una delle piattaforme web dedicata all’invio di newsletter più utilizzate.
Molti siti Web richiedono un’ identificazione per impedire ai bot di abusare del loro servizio, ma non sempre spiegano perché ciò sia necessario. Un design ben costruito spiega il perché sfruttando l’opportunità per usare un linguaggio confortante. Il processo di iscrizione di Mailchimp utilizza un controllo CAPTCHA (dai un’occhiata alla figura in basso) ma utilizza un linguaggio accogliente per far sentire gli utenti i benvenuti non disdegnando un leggero umorismo. Un metodo, quello adottato da Mailchimp che contrasta notevolmente con l’approccio di piattaforme simili che presumono  tu sia colpevole di essere un bot fino a quando non provi di essere innocente e dunque in carne e ossa.

mailchimp microcopy

Dato che il microcopy è un concetto relativamente nuovo, c’è ancora pochissima ricerca accademica formale sull’argomento, così alcuni web designers basandosi per lo più sull’esperienza personale, hanno proposto delle linee guida nella formulazione del microcopy. E’ il caso di Straton Roberts, della DePaul University, School of Computing and Digital Media di Chicago, che ha elaborato una delle più complete tassonomie, o meglio una classificazione di 12 tipi di microcopy e una sintesi di 15 best practices nella progettazione del microcopy.

La tassonomia proposta prevede le 12 categorie seguenti di microcopy:

1. Instructions: la forma più comune di microcopy è proprio quella preposta a dare istruzioni. Ciò comprende il testo aggiuntivo stato inserito nella pagina per aiutare l’utente a eseguire un’azione. È comunemente implementato nei form (per spiegare all’ utente cosa deve fare.

street address microcopy

2. Error messages: quando un sistema genera un errore, il messaggio che viene visualizzato dalll’utente è considerato come microcopy. Gli errori possono apparire in contesto alla sezione della pagina che ha causato oppure possono essere sotto forma di “pagina 404”.

3. Confirmation messages: possono comprendere qualsiasi tipo di feedback dato dal sistema. I messaggi di conferma possono sia rassicurare l’utente sul fatto che il sistema funzioni correttamente sia dare un feedback sull’appropriatezza delle loro azioni. Spesso sono anche utilizzati per promuovere il passo successivo che l’utente dovrà compiere.

4. Button labels: i pulsanti all’interno di un’interfaccia sono punti decisionali per l’utente, per questo l’etichetta sul bottone è estremamente importante nel garantire che l’azione corrisponda al risultato atteso.

5. Form labels: un altro tipo comune di microcopy si trova all’interno dei form, come le etichette allegate ai singoli elementi del modulo. Le etichette nel form definiscono cosa deve essere inserito nel campo, cosa deve essere selezionato per le caselle di controllo e i pulsanti di opzione.

download microcopy

6. Form placeholders:  appaiono come testo che trasmette istruzioni o fornisce dati di esempio all’interno del form.

email microcopy

7. Empty states: si verificano quando il contenuto di una view non può essere mostrato. Un elenco che non contiene nessun elemento, o una ricerca che non visualizza alcun risultato, sono esempi di stati vuoti.

empty space microcopy

8. Concern alleviators:  possono essere usati per fornire informazioni di base su come funziona un sistema, spiegare le precauzioni di sicurezza, o rassicurare, spiegando cosa farà il sistema con il dati dell’utente.

concern alleviators

9. Branding: il microcopy può rafforzare il marchio fornendo i cosiddetti “brand moments”.

10. Page titles and headings: I titoli legano il contenuto e costruiscono il contesto. Sono anche opportunità per comunicare il tono del marchio. Ad esempio, invece di titolare una pagina di accesso come “Login”, potrebbe essere utilizzato un titolo più personalizzato.

11. Loading and progress: I messaggi di caricamento e avanzamento del processo possono comunicano il corrente stato del sistema all’utente. Questi messaggi sono Anch’ess opportunità di engagement tra utente e marchio.

12. Delight moments: il microcopy può anche suscitare momenti di gioia per l’utente. Vivacità e umorismo possono essere strumenti che supportano le emozioni che l’ utente sta sperimentando durante il suo journey. Gli emoji, ad esempio, se usati efficacemente, possono trasmettere emozioni in modo più efficiente rispetto al testo.

high five

Abbiamo visualizzato alcuni esempi di microcopy, ma quali sono in generale le best practices?

Sempre secondo l’autore della tassonomia appena scrutinata, Straton Roberts, si possono individuare ben 15 raccomandazioni sulle migliori pratiche applicabili al microcopy che ti consiglio di considerare nella tua progettazione:

  1. Un buon microcopy è contestuale.
  2. Un buon microcopy è colloquiale.
  3. Un buon microcopy è coerente.
  4. Un buon microcopy allevia le preoccupazioni.
  5. Un buon microcopy guida il viaggio.
  6. Un buon microcopy è utile.
  7. Un buon microcopy è semplice.
  8. Un buon microcopy supporta il lavoro.
  9. Un buon microcopy considera il pubblico.
  10. Un buon microcopy viene testato.
  11. Un buon microcopy non è un cerotto del design.
  12. Un buon microcopy supporta il marchio.
  13. Un buon microcopy considera le emozioni.
  14. Un buon microcopy è coerente.
  15. Un buon microcopy è piacevole.

Ricorda, il microcopy da solo non può realizzare app eccezionali, ma app eccezionali non possono nascere senza il giusto mix di ingredienti, tra i quali il microcopy riveste sicuramente un ruolo decisivo.
Sono le piccole cose in fondo a fare spesso la differenza più grande!

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